Ordine degli Avvocati di Novara

Praticanti

Il nuovo tirocinio si svolgerà attraverso la frequenza (con profitto) di corsidi formazione specifici, da svolgersi presso le Scuole di formazione forensi(ed il nostro Ordine fa parte, unitamente agli Ordini di Alessandria eVercelli, della Scuola di Formazione Forense Ambrosoli, che entro breveattiverà i corsi) oltre che con la pratica in uno studio professionale (art.43, co. 1).

Il regimedelle incompatibilità è più rigido: se prima il tirocinio era compatibile conrapporti di lavoro subordinato, la nuova disciplina prevede espressamente chele modalità e gli orari propri del rapporto di lavoro subordinato debbanorisultare idonei a consentire l'effettivo e puntuale svolgimento della praticae, comunque, in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse".

E’ stata prevista una diversa durata (diciotto mesi) e la possibilità disvolgimento della pratica (per non più di sei mesi) in concomitanza con lafrequenza dell'ultimo anno del corso di laurea in giurisprudenza (art. 41 co.6,lett. c).

Inoltre il patrocinio per quanto concerne la sua durata da sei anni vieneridotta a cinque.

Per quantoattiene i limiti in materia dell'attività che può rivolgere il praticanteabilitato occorre procedere ad una distinzione tra l'ambito penale e civile.

-        In ambito penale, egli può esercitare attivitàsostitutiva per il dominus nei procedimenti davanti al Giudice di Pace, inquelli per reati contravvenzionali ed in quelli che rientravano nellacompetenza del pretore, ossia, in linea generale, i reati puniti nel massimoedittale fino a 4 anni e quelli di cui all'art. 550 c.p.p.
Dunque nulla è cambiato rispetto alla normativa previgente.

 

-        In ambito civile, invece, la legge n. 247/2012 si limitaa far riferimento ai procedimenti pendenti di fronte al Giudice di Pace ed alTribunale in composizione monocratica.
Ciò conduce a ritenere che non vi sia più il limite del valore dellacontroversia, con la conseguenza che il praticante abilitato potrà svolgere lasua attività sostitutiva anche in cause di valore indeterminabile.

- Ciò che èstato tuttavia maggiormente stravolto dalla riforma è proprio la natura ed ilruolo del praticante abilitato.

Ora,infatti, egli può essere solo un mero sostituto di udienza del proprio dominuso al massimo degli altri avvocati appartenenti allo studio.


Tale attribuzione non si consegue in via automatica con l'iscrizione nelregistro dei Praticanti Avvocati e dopo l'impegno solenne davanti al COA, ma varichiesto dall'interessato ed il COA deve pronunziarsi sulla domanda entrotrenta giorni (art. 7 reg. citato).

Ilpraticante, pertanto, non può (più) avere cause proprie o essere inserito nelmandato difensivo.

Per quantoconcerne le ricadute afferenti l'iscrizione a Cassa Forense, finoall'emanazione del decreto ministeriale sarà possibile iscriversi(facoltativamente) alla Cassa anche se il praticante non ha ancora ottenutol'autorizzazione al patrocinio ai sensi del Dpr 101/1990, potendosi ritenereimmediatamente applicabile il disposto di cui all'art. 5 del regolamento diattuazione dell'art. 21 commi 8 e 9 della L.N. 247/2012 (delibera del Comitato31.1.2014, approvato con nota ministeriale del 7 agosto 2014 in G.U. n. 192 del20/8/2014 mettiamo in nota), in forza del quale il praticante, anche nonabilitato, può iscriversi facoltativamente alla Cassa di Previdenza Forense.

E taleiscrizione può riguardare tutti gli anni del tirocinio professionale, a partireda quello del conseguimento del diploma di laurea, con l'eccezione di quelli incui il praticante abbia per più di sei mesi svolto contestualmente attività dilavoro subordinato.
Per quanto attiene la cancellazione e la sua decorrenza si rinvia all'art. 6del regolamento attuativo citato.

Il praticantedovrà corrispondere per i primi 6 anni dall'iscrizione il contributo minimosoggettivo ridotto del 50%, come previsto dall'art. 7 comma 2° del regolamento,senza però poter beneficiare delle ulteriori agevolazioni previste dagli artt.8 e 9 per i percettori di redditi al di sotto dei parametri.